Racconto teatrale di Giorgio Bozzo
(Lo spettacolo debutterà nella stagione teatrale 2026/2027)
Il 7 febbraio 1948, a Roma, in viale della Regina, all’angolo con via Salaria, mentre sta inserendo nella serratura la chiave della porta di casa, viene freddata con un colpo di pistola al cuore la fruttivendola Agostina Meravigli, conosciuta ai più nel quartiere romano Salario-Nomentano-Trieste come “la D’Artagnan”.
Quello di Agostina è l’unico caso di omicidio di una donna lesbica che abbia fatto davvero scalpore sui quotidiani italiani nel corso del secondo dopoguerra (quella degli omicidi di omosessuali maschi è invece un’ecatombe molto ben documentata).
Il racconto di Giorgio Bozzo ci restituisce il contesto storico, l’ambientazione, i personaggi e tutti i dettagli di un vero true crime d’antan.
Peraltro, ancora oggi rimasto un cold case, dal momento che un brevissimo processo celebrato nel giugno dell’anno successivo assolve il giovane commesso di negozio Aldo Catelli – omosessuale – che una sommaria inchiesta giudiziaria aveva accusato del delitto.


Eppure, dall’analisi degli atti di polizia, di quelli della procura e delle carte processuali appare abbastanza evidente come bel altre sarebbero potute essere le piste su cui indagare e i moventi su cui fare luce.
Quello di Agostina è un caso decisamente emblematico e dimostra come, nel secondo dopoguerra, la giustizia facesse ancora fatica ad emanciparsi da una mentalità persecutoria nei confronti degli umili e di quanto ancora fossero solidi i pregiudizi nei confronti dei cosiddetti diversi.
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